Corso Analisi Ciclica: durata, fase e struttura dei cicli

Riprendiamo a parlare dell’analisi ciclica classica, gli argomenti che tratteremo stavolta riguardano la durata e la fase dei vari cicli.

Il periodo dei diversi cicli è classificabile secondo la seguente tabella

CLASSIFICAZIONE CICLO

DURATA

Ciclo 4 anni (o ciclo economico)

Circa 4 anni

Ciclo biennale

Circa 2 anni

Ciclo annuale

Circa 250gg di borsa aperta

Ciclo semestrale

Circa 128gg

Ciclo intermedio (o trimestrale)

Circa 64gg

Ciclo mensile

Circa 32gg

Ciclo bisettimanale

Circa 16gg

Ciclo settimanale

Circa 8gg

Ciclo semi-settimanale

Circa 4gg

Ciclo a 2 gg

Circa 2gg

Ciclo giornaliero

Circa 8h
(per Borsa italiana e indici europei)

Questa classificazione che io definisco canonica, dopo il giorno 11 settembre 2001 ha subito diverse modifiche, non radicali ma sicuramente molto sensibili.

Ricordo che ogni durata è soggetta ad uno scarto del 20% circa e che il ciclo intermedio è in grassetto in quanto rappresenta il nostro ciclo di riferimento, oltre ad essere quello empiricamente e statisticamente più presente con alta probabilità. Le nuove durate rilevate frutto di alcune cause artificiali (speculazione, politiche monetarie delle banche centrali, trading online compulsivo, etc.) sono quelle peculiarità che rendono i mercati sempre più difficili da leggere (ma non impossibili da analizzare).

La fase

La fase è un’altra caratteristica dei cicli che merita due righe a parte. Generalmente quando ci si riferisce alla fase lo si fa confrontando due o più cicli, generalmente si prendono come riferimento i minimi.

  • Due cicli in fase:

Analisi Ciclica: la fase

  • Due cicli non in fase:

Assenza di fase

Perché è importante questo concetto?

Perché essendo i cicli finanziari di durata variabile, anche le fasi lo saranno. Inoltre su massimi (o minimi) importanti più cicli sono al 90% in fase.

Ripartenza del ciclo economico in marzo 2009: tutti i cicli erano in fase:

Ciclo economico 2009

Caratteristiche strutturali dei cicli

Dalle caratteristiche intrinseche dei cicli, passiamo a quelle strutturali. Date le diverse grandezze dei cicli, ne deriva il “principio della matrioska”.

Proprio come la classica bambolina russa, che svitandola ne contiene sempre una più piccola, così avviene per i cicli: un ciclo più grande contiene cicli più piccoli.

La struttura base è la cosiddetta “struttura a 2”: ogni ciclo contiene due sottocicli secondo la seguente sequenza:

Struttura a 2

Il grande ciclo blu ne contiene due rossi che a loro volta ne contiene due verdi che a sua volta ne contiene due grigi e così all’infinito.

  • Struttura a 3 classica:

Struttura a 3

In questa struttura, invece, notiamo due grandi cicli rossi sotto strutturati da 3 cicli verdi. In totale 6 verdi.

Una delle varianti a 3 statisticamente più probabili insieme a quella a 3 classica è la seguente:

Struttura ibrida

La differenza si nota molto bene: ci sono tre cicli rossi anziché due.

La somma di tutti i cicli e le zone con più alto reward/risk nei trades

Se sommiamo i cicli visti nella suddivisione a 2 in un’unica struttura somma, otteniamo la seguente figura:

Battleplan

In cui le frecce contraddistinguono le zone in cui saremo long e short nel ciclo.

CONSIGLIO: EVITARE DI TRADARE LE ZONE CENTRALI B-C E C-D ANCHE SE IL CICLO E’ NEUTRO

Battleplan a 3

Nella struttura a 3 è ancora più marcata la battaglia tra tori ed orsi nella zona centrale B-C-D.

Questa lezione conclude la carrellata strutturale sui cicli, nella prossima inizieremo a vedere la parte tecnica e anche un pò matematica, per cui se ci sono dubbi e/o chiarimenti su quanto esposto è il momento di farsi avanti.

Massimo

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