Analisi tecnica e ciclica: report settimanale 20-16

I mercati azionari nel bene e nel male dovrebbero rispecchiare le aspettative ex ante ed ex post degli operatori circa lo stato dell’economia. Questa correlazione mai come in questi ultimi anni si è fatta meno forte e ciò principalmente a seguito degli interventi “dopanti” delle Banche Centrali. A questi, si aggiungono una serie di punti interrogativi che ci aspettano a breve, qui in Europa in particolare, quali il riaffacciarsi del caso Grecia, il referendum sulla Brexit, tensioni centrifughe di tipo nazionalistico/geo-politico e necessità di politica economica diverse tra le nazioni del nord Europa rispetto a quelle meditterrane.

Quindi osserviamo lo stato ciclico e tecnico dei diversi indici, raccomandando prudenza e allerta perché la volatilità (Indice VIX) è su livelli bassi e questa situazione non reggerà in eterno.

FTSE MIB

FTSE MIB40 Index

E’ il più fragile tra i principali indici, i nodi irrisolti delle banche lo stanno penalizzando oltremodo. Sta disegnando un triangolo ascendente. Livelli chiave al rialzo sono 18.200 prima e 19.000 poi, al ribasso 16.800 punti. A livello ciclico sono trascorse 13 settimane dalla partenza del ciclo di medio periodo che statisticamente ricordo va dalle 16 alle 20 barre weekly. L’oscillatore ci ha dato un segnale ribassista che non è stato confermato, a livello daily un segnale rialzista anch’esso non confermato. Attendere di vedere questa fase laterale che direzione prenderà.

DAX

DAX30 Perf Index

L’indice tedesco dimostra quanto più forte sia rispetto al nostro FTSE MIB, ha disegnato da metà febbraio (data di partenza del ciclo di medio termine) dei massimi e minimi crescenti. Ora sta costruendo uno swing di consolidamento che dovrebbe spingere i prezzi al rialzo. Il ciclo di medio termine è in chiusura, ma finché non vi è un segnale confermato, fermi tutti ai blocchi di partenza. Il trend di medio termine è rialzista essendo in fase +2, quello di lungo è ribassista avendo disegnato da un anno a questa parte massimi e minimi decrescenti. Prima di battezzare il movimento partito a febbraio come di inversione c’è bisogno che venga superato almeno il livello degli 11.500 punti. Al ribasso supporti a 9.800 e 9.500 punti.

S&P 500

S&P500 Index

Ha sentito i massimi assoluti di 2134 ed ha corretto per ora in modo tutto sommato composto. Sotto il livello di 2.040 si potrebbe arrivare anche ai 2.000 – 1.950 senza che ci sia da preoccuparsi. La forza dimostrata al rialzo nel ciclo di medio termine partito a metà febbraio è stata impressionante. Il trend di medio termine è rialzista ma si è indebolito ora è in fase +1, quello di lungo è un laterale di lungo periodo che oscilla tra i 1.810 punti e i 2.134. Attendiamo conferma sul weekly prima di aprire posizioni long. E’ comunque prudenza perché è l’indice più forte al mondo e quindi il più ambivalente per certi versi.

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