Analisi Tecnica e Ciclica Indici: report 08-giu-16

La settimana trascorsa è stata ricca di appuntamenti che hanno impattato in modo forte sui mercati. Dalla conferenza di Mario Draghi fino al dato dei Non Farm Payroll di venerdì 3 giugno. Quest’ultimo è stato il detonatore di una volatilità che in pochi minuti ha fatto schizzare l’Euro da 1,11 ad 1,137, e l’Oro da 1.210 a 1.244 punti e di converso un sell off sui mercati azionari e dei futures sugli indici verticale che ha fatto ad esempio perdere al DAX 200 punti in 2 ore. Solo sul finale di seduta si è visto un più o meno timido tentativo di recupero dei diversi indici. Niente male, per usare un eufemismo…

La domanda è: ed ora che accadrà?

Vediamo di mantenere un po’ di lucidità ed analizzare alcuni fatti in modo razionale ed oggettivo mettendo da parte l’emotività.

1 – Il Governatore della BCE Draghi ha detto che la ripresa dell’economia Europea (Germania a parte essendo in positivo fuori dal coro) è molto lenta ma si vede un miglioramento rispetto ai trimestri precedenti, inoltre che la BCE è pronta a qualsiasi misura sia per raggiungere l’obiettivo dell’inflazione al 2% che in caso di Brexit.

2 – Il dato dei Non Farm Payroll è stato catastrofico però in contraddizione con il fatto che la disoccupazione percentuale è diminuita.

3 – Il rialzo dei tassi negli USA probabilmente a fronte di questi dati potrebbe venire rimandato oltre giugno/luglio che ormai sembrava certo. Il che per i mercati finanziari non è affatto una cattiva notizia.

4 – L’incognita Brexit esiste è inutile negarlo, ed un violento sell off sui mercati prima del referendum non sarebbe certo propedeutico ed utile a supportare la permanenza in Europa dell’Inghilterra che viene caldeggiata da tutti i poteri forti Europei ed Internazionali.

Detto ciò vediamo i nostri modelli di analisi su base mensile e settimanale cosa dicono:

S&P500

S&P50_Montly

Lo S&P 500 su base mensile è in un trend pluriennale rialzista è come si vede è incanalato oscillando, salvo qualche sbavatura, dal basso all’alto delle trend line che delimitano il canale. Ora la mediana è il punto nel quale l’indice sta cozzando. Il livello di prezzi nell’intorno dei 2.100 punti è stato testato più volte senza essere superato dimostrandosi un’area molto ostica e foriera di incognite non da poco. Stiamo ballando su livelli spartiacque quindi prestare molta attenzione.

Da un punto di vista ciclico l’oscillatore è su livelli elevati ma non si è ancora manifestato un segnale ribassista, il trend si è leggermente indebolito portandosi a +1.

S&P50_Weekly

Su base settimanale è evidente il trading range che dura da ottobre 2014. La spinta del trend è a +1 il che è indice di non grande momentum.

Il ciclo trimestrale sembrerebbe partito il 19 maggio, l’oscillatore si è voltato al rialzo e colorato in verde, anche se una rottura netta della barra di set up non è ancora avvenuta, però i tempi sembrerebbero idonei ed anche su base statistica saremmo in media essendo trascorse 15 barre settimanali dal ciclo di medio termine partito l’11 febbraio.

Il referendum sulla Brexit e le decisioni della FED saranno i catalizzatori del futuro movimento.

I livelli spartiacque saranno circa i 2.130 al rialzo e i 2.000 al ribasso. Consiglio di non esporsi troppo finchè non vi sarà un breakout di questi livelli.

DAX

DAX30_Montly

Il DAX su time frame mensile è rialzista su arco pluriennale ed è abbastanza simile nella sostanza allo S&P 500 anche se si è indebolito maggiormente da aprile 2015. Ora poggia sulla mediana del canale partito a marzo 2009, è un livello molto importante e sta sostenendo i prezzi attualmente.

La spinta dell’oscillatore ciclico è ancora in crescita, però l’algoritmo di trend è negativo è staziona a -1 (a differenza dello S&P 500).

Da un punto di vista volumetrico il rialzo partito a febbraio si muove su volumi decrescenti e questo è un campanello d’allarme.

DAX30_Weekly

Il trend di lungo periodo è bearish mentre quello di breve è laterale, all’interno di un canale che sta testando la trend line superiore discendente la quale è da monitorare con grande attenzione perché il superamento indicherà spinta che potrebbe portare l’indice ai 10.700, al ribasso diventa strategico il livello di 9.760 punti. Osservare i volumi discendenti.

A livello ciclico la rottura della barra di set up non è stata netta ed anzi questa settimana ha chiuso in negativo il che non è un bel segno sebbene l’indicatore di trend sia ancora posizionato a +2.

Ritengo molto importante ciò che il DAX farà nella settimana entrante per capire se la correzione avvenuta viene assorbita oppure proseguirà.

FTSE MIB

FTSEMIB40_Montly

Il time frame mensile ci denota un lateralone di 7 anni, che denota due cose: l’enorme impatto della crisi sull’economia italiana che ne ha manifestato tutta la fragilità; una probabile accumulazione di lungo periodo che potrebbe essere propedeutica in futuro a soprese ecclatanti, la chiave di volta sarà la ripresa del sistema bancario. L’algoritmo di trend staziona da mesi a -2 manifestando tutta la debolezza.

A livello ciclico gli oscillatori hanno svoltato al rialzo ma con scarsi volumi a supporto.

Quindi il nostro indice per chi ha pazienza e sa attendere il momento opportuno potrebbe regalare in futuro occasioni memorabili.

FTSEMIB40_Weekly

Segnalo sul weekly la compressione di volatilità delimitata dal triangolo simmetrico visibile nel grafico.

La rottura del livello inferiore o superiore produrrà una probabile accelerazione del movimento.

A livello ciclico la situazione è debole, pur avendo virato al rialzo, l’indice sottoperforma in europa.

Stare in attesa.

Buon Trading!

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