Il PIL

Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è l’indicatore di crescita economica più utilizzato. Viene pubblicato su base trimestrale. Il dato definitivo viene fornito con 3 mesi di ritardo, ma è preceduto da due stime preliminari mensili.

Il suo andamento ha un forte impatto sui mercati obbligazionari ed azionari. Sui primi un aumento del PIL viene visto male, specialmente se a ritmi troppo sostenuti, poichè può portare surriscaldamento dell’economia e aumento dei tassi di interesse, che hanno un impatto negativo sulle quotazioni.
Sull’azionario invece l’impatto è positivo, poichè un aumento del PIL dovrebbe comportare aumento degli utili aziendali e quindi dei prezzi dei titoli. Ovviamente un’espansione economica eccessiva può condurre ad inflazione, per cui in tal caso la relazione si inverte.

Siccome il PIL è un indicatore complessivo che inoltre viene calcolato con un certo ritardo, si punta l’attenzione anche su altre variabili che riflettono particolari componenti del PIL. Alcune di esse si presentano come indicatori leading, ossia che sono in grado di anticipare la futura evoluzione del PIL. Una considerazione molto importante è che il PIL dipende dall’evoluzione della domanda aggregata. A livello macroeconomico infatti vale la seguente relazione:

PIL (Offerta) = CONSUMI + INVESTIMENTI (Domanda) + VARIAZIONE SCORTE + EXPORT NETTO

Pertanto l’analisi delle componenti della domanda può indicare la possibile evoluzione del PIL.

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L'imporanza dei dati macroeconomici

Prima di passare a trattare ciò di cui mi occupo prevalentemente, ossia di analici ciclica e volumetrica, vorrei fare una breve introduzione con una piccola tabella che aiuterà ad imprimere nella mente il significato di Macroeconomia. Nonostante la mia natura di analista tecnico, l’esperienza mi ha portato inevitabilmente a scoprire che nonostante un grafico borsistico vale più di mille parole, vi sono delle variabili economiche che riflettono lo stato di salute di un sistema economico e le conseguenze sui mercati finanziari della loro evoluzione.
Le principali variabili osservate sono:

INDICATORI DI CRESCITA ECONOMICA:

  • PIL
  1. Produzione indutriale
  2. Consumi
  3. Investimenti
  4. Variazoni delle scorte
  5. Scambi con l’estero
  • Disoccupazione

INDICATORI MONETARI:

  • Inflazione
  • Tassi di interesse

Ognuno di essi ha un significato, ma vediamo innanzitutto da un punto di vista operativo, l’influenza che hanno le principali variabile macro sull’andamento dei mercati. Una relazione positiva significa che l’aumento della variabile provoca normalmente un rialzo delle quotazioni di mercato, mentre una relazione negativa indica che l’aumento di una variabile provoca una discesa delle quotazioni del mercato. L’intenità della relazione indica la probabilità del verificarsi della relazione. “Forte” indica che la variazione della variabile economica molto probabilmente si riflette sul mercato, mentre “Debole” indica che la reazione è più incerta.

INDICATORE

MERCATI

OBBLIGAZIONARIO

AZIONARIO

PIL Negativa – Forte Positiva – Forte
Disoccupazione Positiva – Forte Negativa(1) – Debole
Inflazione Negativa – Forte Negativa(2) – Forte
Tassi di interesse Negativa – Forte Negativa – Forte

(1) In caso di bassa crescita in atto. In caso di surriscaldamento economico la relazione è positiva.

(2) In caso di livelli rilevanti. In caso di inflazione molto bassa o deflazione, la relazione sarebbe positiva.

Prediligendo dei post abbastanza digeribili per tutti, provvederò ad inserire una breve spiegazione delle singole variabili economiche, sia perchè lo reputo interessante, sia perchè lo reputo utile ai fini didattici.

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