Archivi per la categoria ‘Money Management’
La questione economica: controllare i propri flussi
Questo post vuole ricollegare il terzo punto dell’articolo dedicato al money management. Ho deciso una breve trattazione a parte perchè è il nodo più delicato della gestione del proprio capitale durante l’attività di trading. Cosa significa controllare i propri flussi? In breve, significa gestire al meglio le entrate e l’intero capitale che si è stanziato per le nostre operazioni. Non dimenticate mai che fare trading on line equivale a tutti gli effetti a fare l’imprenditore di un’azienda. Se questa diventerà grande o piccola sta tutto alla buona o cattiva gestione delle risorse. Per questo motivo, controllare e movimentare i volumi dell’operatività di ogni giorno non è una cosa semplice e rimane a mio avviso prettamente discrezionale. Ma se sono qui a parlarvene è sicuramente per darvi un’idea il più semplice possibile e per non farvi ripetere i classici errori che si possono commettere agli inizi ( e che ho commesso anch’io!).
Una cosa importante da sapere e conoscere è che incrementare i volumi per l’operatività permette sicuramente una maggiorazione del capitale, ma comporta anche la maggiorazione di un parametro fondamentale da tenere in considerazione per il futuro e per quando si valuterà di applicare un trading system automatico: il drawdown. Quest’ultimo costituisce il numero massimo di operazioni consecutive in perdita e la sua importanza risiede nella comparazione con le operazioni in profitto ed è abbastanza automatico intuire che il rapporto dovrà pendere per il profit.
Senza scadere in noiosi calcoli statistici vi espongo in breve quello che avevo testato e a seguito un’ottima via anche dal punto di vista psicologico nell’approccio ai vostri trade. Il primo test consisteva nell’aumentare di un contratto future ogni due operazioni in perdita e di diminuire un contratto dopo due operazioni in utile. Questo perchè maggiore è il numero di operazioni consecutive in gain (guadagno) o in loss (perdita), maggiore è la probabilità che la seguente sarà di segno contrario. Il test ha riportato il rapporto sicuramente a favore dell’utile ma di poco rispetto al drowdawn arrivando ad operare con un massimo di 5 contratti. Questi potrebbero aumentare man mano che aumentano le perdite incrementando così anche i loss. L’altro metodo consisteva invece di aumentare il numero di contratti ogni qual volta si raggiungeva un utile tale da poterne destinare l’operatività per un nuovo future. Qui la percentuale di utile saliva a cifre veramente interessanti, ma la cosa che fa rimanere con il fiato bloccato è che il sistema è arrivato a chiudere le operazioni con un numero troppo elevato di contratti!
Questo era solo per raccontarvi in breve ciò che faticosamente ci si accinge a studiare in un attività di trading, ma per una persona che si accinge ad iniziare e sicuramente anche per chi è già navigato, la cosa migliore è questa: valutate sempre il rischio di loss in ogni operazione e prendete profitto laddove l’operazione vi stia portando in tasca 2 volte il vostro riscio: se ad esempio state per effettuare un’operazione che comporta uno stop-loss di 7 punti di Eurostoxx, prendete profitto senza indugiare se il vostro trade sta segnando 14 punti di gain. In questo modo su 10 operazioni vi potrete permettere di sbagliarne in tutta tranquillità anche 5 (il 50%!) perchè comunque il vostro utile sarà con segno positivo. Come valutare i trade lo vedremo, ma per ora reputo importantissimo che queste nozioni siano ben chiare prima ancora di imparare l’analisi tecnica e le varie tecniche di trading.
La questione economica
Con questo titolo voglio introdurre quello che in inglese viene definito “money management“, ossia come gestire il nostro capitale per il trading. Anche perchè per farlo i soldi ci vogliono e su questo non ci piove. Ma ne possono servire meno di quelli che molti pensano, e soprattutto si possono ottenere buone performance tali da costruirsi da soli un piccolo patrimonio di sicurezza in tempi relativamente brevi. Ma ricordate sempre quello che vi dicevo anche nel precedente post a proposito del rovescio della medaglia perchè ci si potrebbe rovinare pur conoscendo l’analisi tecnica a causa di una cattiva gestione economica. Una buona gestione del capitale (money management) contribuisce sicuramente ad ottenere dei benefici e gli aspetti da curare possono essere sostanzialmente riassunti in tre punti:
- definizione di capitale iniziale;
- costruire un sistema che permetta l’accumulo di capitali di sicurezza;
- un buon money management per controllare i propri flussi.
Quanti soldi ci vogliono per fare trading? Rispondere a questa domanda non è molto semplice, ma trattando personalmente derivati finanziari cercherò di rispondere sulla base di questo strumento. Bisogna innanzitutto tener sempre conto che i future permettendo una leva finanziaria elevata potrebbero farci finire di fare trading molto presto! I metodi per stimare il capitale inziale sono molteplici, e variano se si opera operando trading discrezionale oppure con i trading system. Nel primo caso (che è anche il mio caso) mi regolo in questo modo: operando principalmente sull’Eurostoxx, metto a disposizione il costo di un contratto, 2.064 euro, più la massima perdita che sono disposto ad accettare. Nel mio caso 350 punti (3.500 euro) quindi 2.064 + 3.500 = 5.564 euro. Se questa somma dovesse subire il 50% di perdita smetterei immediatamente di fare trading e mi cercherei immediatamente un nuovo lavoro. Se qualcuno dovesse pensare di guadagnare soldi con questa attività senza sudare e studiare è meglio che ci ripensi su seriamente prima di iniziare.
Se siamo bravi nell’analisi, otterremo sicuramente utili. Ma come vanno gestiti? Qui sta sicuramente alla sensibilità individuale, comunque un buon metodo (in caso di utili) sarebbe quello di decidere se passare a lavorare su due contratti, oppure metteregli introiti interamente in cassaforte. Ad esempio in caso di 10.000 euro di utili possiamo destinare altri 5.564 euro per lavorare con due contratti e mettere il resto da parte, oppure stipare interamente gli utili.
Per quanto riguarda il terzo punto, essendo un pò più complicata come argomentazione descriverò in un prossimo post appositamente la spiegazione.







