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Archivi per la categoria ‘Strumenti finanziari’

PostHeaderIcon L'inflazione e l'andamento dei prezzi

Le statistiche sull’inflazione forniscono dati che vengono interpretati in modo sostanzialmente univoco sui mercati azionari, obbligazionari e valutari. L’inflazione è nemica dei mercati, perchè crea incertezza, difficoltà di rappresentazione della realtà, effetti distorsivi sulle regole di mercato. Inoltre diminuisce i rendimenti  reali delle attività finanziarie.

Ci avete mai pansato a quest’ultima affermazione? Vi è mai capitato che agenzie assicurative, banche e affini vi propongano un investimento per un periodo prefissato in cui per contratto vi restituiranno la stessa somma investita se lo strumento finanziario da voi sottoscritto non performa meglio del cosiddetto “Benchmark”?

Sembra un investimento sicuro, in realtà la restituzione dell’investimento non è così equa come sembra. Innanzitutto avete messo a disposizione i vostri soldi in mano a qualche operatore di borsa in cambio di un ipotetico rendimento profittevole, ma se va male vi ridanno i soldi. Guarda caso lo strumento finanziario in questione fa sempre peggio del benchmark, ossia l’indice di riferimento. Ma cosa c’entra con l’inflazione? C’entra che se il tasso di inflazione ufficiale è ad esempio del 3% e un ipotetico bene costa 10 euro, per il successivo anno lo stesso costerà 13 euro per effetto dell’inflazione. Morale della favola i vostri denari avranno perso potere d’acquisto.

Tornando ai nostri mercati finanziari l’effetto dell’inflazione è negativo soprattutto sul mercato azionario e obbligazionario, a causa delle politiche monetarie che le autorità mettono immediatamente in atto per fronteggiarla, politiche che hanno effetto negativo sui prezzi dei titoli.

Ci tengo molto ad invitare i lettori a meditare sull’esempio di investimento sopra esposto, tenete sempre gli occhi aperti quando mettete in mano i vostri risparmi in mano a qualche estraneo. A buon intenditor poche parole! Il messaggio mi sembra abbastanza chiaro. E poi a cosa servirebbero i piccoli blog come imparare-trading.it se non a farvi conoscere queste realtà?

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PostHeaderIcon L'imporanza dei dati macroeconomici

Prima di passare a trattare ciò di cui mi occupo prevalentemente, ossia di analici ciclica e volumetrica, vorrei fare una breve introduzione con una piccola tabella che aiuterà ad imprimere nella mente il significato di Macroeconomia. Nonostante la mia natura di analista tecnico, l’esperienza mi ha portato inevitabilmente a scoprire che nonostante un grafico borsistico vale più di mille parole, vi sono delle variabili economiche che riflettono lo stato di salute di un sistema economico e le conseguenze sui mercati finanziari della loro evoluzione.
Le principali variabili osservate sono:

INDICATORI DI CRESCITA ECONOMICA:

  • PIL
  1. Produzione indutriale
  2. Consumi
  3. Investimenti
  4. Variazoni delle scorte
  5. Scambi con l’estero
  • Disoccupazione

INDICATORI MONETARI:

  • Inflazione
  • Tassi di interesse

Ognuno di essi ha un significato, ma vediamo innanzitutto da un punto di vista operativo, l’influenza che hanno le principali variabile macro sull’andamento dei mercati. Una relazione positiva significa che l’aumento della variabile provoca normalmente un rialzo delle quotazioni di mercato, mentre una relazione negativa indica che l’aumento di una variabile provoca una discesa delle quotazioni del mercato. L’intenità della relazione indica la probabilità del verificarsi della relazione. “Forte” indica che la variazione della variabile economica molto probabilmente si riflette sul mercato, mentre “Debole” indica che la reazione è più incerta.

INDICATORE

MERCATI

OBBLIGAZIONARIO

AZIONARIO

PIL Negativa – Forte Positiva – Forte
Disoccupazione Positiva – Forte Negativa(1) – Debole
Inflazione Negativa – Forte Negativa(2) – Forte
Tassi di interesse Negativa – Forte Negativa – Forte

(1) In caso di bassa crescita in atto. In caso di surriscaldamento economico la relazione è positiva.

(2) In caso di livelli rilevanti. In caso di inflazione molto bassa o deflazione, la relazione sarebbe positiva.

Prediligendo dei post abbastanza digeribili per tutti, provvederò ad inserire una breve spiegazione delle singole variabili economiche, sia perchè lo reputo interessante, sia perchè lo reputo utile ai fini didattici.

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PostHeaderIcon I Future e la leva finanziaria

Vi avevo accennato alla leva finanziaria dei future (o derivati), vediamo ora di capire in cosa consiste e di conseguenza come sono strutturati questi strumenti finanziari. Vi sarà capitato di dover alzare un oggetto molto pesante aiutandovi con un bastone di materiale più o meno resistente , o ancora più comunemente di dover utilizzare il crick della vostra auto per sollevarla e sostituire il pneumatico forato. Bene, il bastone e il crick dell’auto sono quelle che in fisica vengono comunemente chiamate “leve”. Tramite il loro utilizzo riusciamo a spostare pesi anche molto al di sopra della nostra portata.

In finanza il principio è lo stesso, solo che ciò che andiamo a spostare non è un peso ma uno strumento finanziario di valore monetario molto più elevato rispetto al nostro investimento vero e proprio. Come sostengo da sempre, un esempio pratico vale più di mille parole. Un contratto future del nostro indice S&P/Mib ha una leva finanziaria di 1:5 (si legge 1 a 5), questo significa che se l’indice segna ad esempio 20.000 punti il suo valore è di 20.000 x 5 = 100.000 euro.
DOMANDA: Ma ho bisogno di tutti questi soldi per acquistare un contratto future?
RISPOSTA: No, abbiamo detto che c’è la leva finanziaria e per quanto riguarda il mercato dei derivati italiani (IDEM) la Cassa di compensazione e Garanzia dice che per acquistare un contratto è necessario coprire il 14,5% del suo valore. Quindi il costo per l’acquisto del future è 20.000 x 5 x 14,5% = 14.500 euro.

Morale della favola, con 14.500 euro si può acquistare un contratto dal valore di 100.000 euro! Capite ora cosa significa effetto leva?
A questo punto è facile capire che se si entra in posizione rialzista (o long nel gergo del trading) quando l’indice segna 20.000 punti e chiudo la posizione a 20.100 guadagnando 100 punti contestualmente avrò anche guadagnato 5 x 100 = 500 euro. Attenzione però al rovescio della medaglia: se si sbaglia la posizione e anzichè guadagnarli si perdono 100 punti, viene da se che avremmo regalato al mercato 500 euro.

A seguito vi riporto i principali mercati future e i loro controvalori:

  • S&P/MIB40 future: nome impronunciabile, tanto che i più continuano a chiamarlo col vecchio nome Fib. Quest’ultimo era il derivato sul vecchio indice MIB30 cancellato dalle quotazioni il 17 settembre 2004. Al suo posto è quotato al momento S&P/MIB40. La differenza è che oltre ai maggiori 30 titoli ne sono stati aggiunti altri 10 presi tra l’indice Midex e il Nuovo Mercato. Il derivato ha un controvalore pari a:

valore battuto x 5 euro

  • Dax Future: è il contratto sull’indice tedesco Dax, quotato sul circuito Eurex dal 1997, che un controvalore pari a:

valore battuto x 25 euro

  • DJ Eurostoxx50 Future: è il contratto derivato sull’indice europeo Dow Jones Eurostoxx50, che racchiude i principali 50 titoli delle borse euro, quotato dal 1999 sul circuito Eurex ha un controvalore pari a:

valore battuto x 10 euro

  • E-mini S&P500 Future: è il contratto derivato sull’indice USA S&P500, nella versione “mini”, essendo quello maggiore assolutamente illiquido e riservato ai soli operatori istituzionali. Tengo d’occhio questo derivato essendo in assoluto il riferimento azionario per tutti gli altri nel mondo. Viene scambiato sul circuito CME e ha un controvalore pari a:

valore battuto x 50 dollari

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PostHeaderIcon Strumenti di investimento: i Future

Dopo la breve carrellata sui principali strumenti di investimento offerti dai mercati finanziari, ho voluto lasciare per ultimo lo strumento di cui mi occupo personalmente nel trading: i Future (o derivati in italiano).

Quando ci si accinge ad iniziare un’attività di trading on-line a qualsiasi livello ci si trova davanti a tutti questi strumenti finanziari citati fin’ora: azioni, obbligazioni, covered warrant e opzioni, valute, commodity (materie prime), future. Ovviamente non li ho provati tutti, come citato nella mia presentazione ho iniziato con i titoli azionari fino al momento in cui sono rimasto affascinato e attratto dal mondo dei future. Perchè proprio loro? Beh, i motivi sono essenzialmente due: il primo risiede nel fatto che tutta l’attenzione va rivolta ad un unico indice i cui valori indicano semplicemente livelli di prezzo puro (diversamente dai titoli azionari in cui l’attenzione deve essere rivolta a tutti i grafici dei titoli che si stanno seguendo), e la seconda motivazione è la possibilità di fare molti soldi in fretta data la loro leva finanziaria.  Nella fattispecie, se il primo aspetto continua ancora ad affascinarmi, il secondo l’ho seriamente rivalutato nel corso del tempo, in quanto mi sono accorto (ahimè a mie spese!) che è molto più facile regalare soldi a questi mercati piuttosto che prenderglieli.

Arrivato a questo punto mi rendo conto che devo cercare di spiegare cos’è un future. Non a caso il mio scopo è rendervi digeribile e comprensibile un mondo che molte volte è ricoperto di definizioni al limite della comprensibilità. In due parole, un future è un contratto con cui si compra o si vende una determinata merce a termine (generalmente tre mesi), in quantità fissa e a scadenza fissa. Il giorno della stessa scadenza, appunto, si deve regolare il contratto, cioè ritirare la merce se si è comprata, oppure consegnarla se si è venduta a fronte del prezzo battuto alla scadenza.  Viene da se che si pone il problema fisico della merce da acquistare o vendere, così nel panorama del trading on-line alcuni anni or sono, si è risolto l’inconveniente eliminando la consegna del materiale ma assumendo solo il passaggio del differenziale economico (plusvalenza o minusvalenza) alla scadenza. Su questa base sono così nati tutti i future azionari tra cui il derivato nostrano che è l’S&P/Mib future e altri di cui vi spiegherò le caratteristiche nel prossimo post per rendere più digeribile il passaggio.

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