Boom o crollo? I Mercati in euforia mentre la Fed si prepara a tagliare i tassi!

Boom o crollo? I Mercati in euforia mentre la Fed si prepara a tagliare i tassi!
Mercati 

Il fervore dei mercati finanziari internazionali è palpabile mentre gli investitori attendono con trepidante attesa l’esito dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti e la prossima riunione della Federal Reserve. Le prospettive economiche delineano un quadro di moderato ottimismo, con un’analisi che suggerisce una leggera contrazione dell’indice dei prezzi al consumo negli USA, passando dal precedente 3,2% a un atteso 3,1% a novembre. Questo trend potrebbe essere l’indizio di una svolta nella politica monetaria, con la Federal Reserve che potrebbe aver concluso il ciclo di aumento dei tassi e che, in futuro, potrebbe orientarsi verso una riduzione dei costi di finanziamento.

Il contesto internazionale si arricchisce dei preparativi per le riunioni della Banca Centrale Europea e della Banca d’Inghilterra, entrambe attese con grande interesse dagli addetti ai lavori. Nonostante le previsioni indichino il mantenimento degli attuali tassi d’interesse, gli occhi dei mercati sono puntati sui possibili segnali riguardo l’orientamento futuro di queste istituzioni. Vi è un senso di anticipazione per le decisioni di politica monetaria, con le voci di mercato che pongono le probabilità di un taglio dei tassi a marzo e maggio a livelli significativi. Gli attori del mercato attendono una linea guida chiara e assertiva da parte dei massimi rappresentanti delle rispettive banche centrali, Jerome Powell e Christine Lagarde, circa le aspettative di un allentamento monetario nel 2024.

Sul fronte asiatico, la Borsa di Tokyo ha mostrato una performance positiva, sostenuta dalla notizia che la Banca del Giappone non ha fretta di abbandonare le misure di stimolo economico attualmente in atto. Questa posizione conferisce al listino giapponese una distinzione notevole nell’attuale scenario di tassi elevati. Anche Seoul e Hong Kong hanno registrato tendenze positive, con il settore immobiliare in prima linea grazie agli stimoli fiscali cinesi. Shanghai e Shenzhen, al contrario, hanno esibito una stabilità senza particolari guizzi, con la seconda che tocca minimi storici, riflettendo un percorso di ripresa ancora incerto per la Cina.

Nel mercato valutario, lo yen giapponese guadagna terreno grazie alle politiche monetarie espansive della Banca del Giappone, mentre lo yuan cinese si mantiene stabile nonostante la pressione deflazionistica. Da parte sua, il dollaro australiano mostra una lieve crescita in seguito alle caute dichiarazioni sulla prospettiva di inflazione del suo banco centrale.

La rupia indiana si è deprezzata, registrando minimi storici in vista della pubblicazione dei dati sull’inflazione, prevista in crescita. Il mercato del petrolio mostra segnali di stabilità, con i benchmark che mantengono il passo oltre i 70 dollari al barile.

Il panorama di Wall Street è caratterizzato da ottimismo, con i future che indicano un’apertura positiva dopo le performance rialziste degli indici principali nella sessione precedente, nonostante una leggera frenata nel settore tecnologico. In questo contesto, le aziende del settore dei semiconduttori hanno sostenuto il mercato, con alcune società che hanno messo a segno guadagni considerevoli.