Crisi digitale in Giappone: scivola ai livelli più bassi mai registrati!

Crisi digitale in Giappone: scivola ai livelli più bassi mai registrati!
Giappone

Il Giappone si è trovato di fronte a una tremenda battaglia nell’arena della competitività digitale globale, come dimostrato dal suo recente scivolone nel World Digital Competitiveness Ranking. Questa classifica, curata con attenzione dall’International Institute for Management Development con sede in Svizzera, getta luce sulla capacità delle economie mondiali di sviluppare e implementare tecnologie digitali all’avanguardia. Il Giappone, sfortunatamente, è scivolato al 32° posto su 64 economie prese in esame, segnando il suo peggior risultato dal debutto della lista nel 2017, ed è sceso di tre posizioni rispetto all’anno precedente.

Questa inaspettata retrocessione mette in evidenza specifici problemi che affliggono il panorama digitale giapponese. Uno degli ostacoli più significativi è la difficoltà di coltivare talenti interni e di finanziare adeguatamente il progresso tecnologico. Nonostante la sua storica reputazione come leader tecnologico, il Giappone si trova ora a malapena davanti a nazioni come la Malaysia e il Kazakistan, rispettivamente al 33° e al 34° posto.

Tuttavia, i vicini asiatici del Giappone hanno dimostrato prestazioni molto più solide. La Corea del Sud si è classificata sesta, Taiwan nona, mentre la Cina è arrivata al diciannovesimo posto. Questi paesi hanno dimostrato un impegno maggiore nel promuovere tecnologie avanzate e nel sostenere ambienti innovativi.

Il ranking dell’IMD considera tre fattori chiave: conoscenza, tecnologia e preparazione al futuro. Nel contesto giapponese, queste aree hanno mostrato diverse debolezze. Per esempio, sul fronte tecnologico, il Giappone è scivolato al 32° posto, un decremento rispetto al 30° posto dell’anno scorso. Questa discesa può essere attribuita in parte alla riluttanza nel reclutare talenti stranieri e alle sfide che sorgono nel finanziamento dello sviluppo tecnologico. In termini di preparazione al futuro, il paese ha mostrato carenze nell’adozione di tecnologie emergenti come i big data e l’analisi avanzata, scendendo di quattro posizioni.

Riguardo alla conoscenza, nonostante il Giappone si sia mantenuto al 28° posto, vi sono ancora lacune significative. In particolare, il paese soffre di una scarsa esperienza internazionale e di una carenza di competenze digitali tra i dirigenti di alto livello. Secondo Naoshi Takatsu, partner manageriale dell’istituto per il nord-est asiatico, i problemi del Giappone in questo settore sono strutturali e profondamente radicati.

Al contrario, gli Stati Uniti sono balzati al primo posto, approfittando del loro predominio nel settore delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa, grazie a aziende leader come OpenAI, Google e Meta. Questo successo è stato supportato da eccellenti performance nella ricerca e sviluppo e in investimenti di capitale. Anche la Corea del Sud e Taiwan hanno fatto progressi significativi grazie agli sforzi governativi per migliorare i servizi digitali e alla presenza di aziende multinazionali come Samsung Electronics, Hyundai Motor e Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., che hanno dimostrato un’eccezionale capacità di adattarsi in un ambiente digitale in rapida evoluzione.

Nel frattempo, la Cina ha subito una flessione di due posizioni, influenzata da politiche rigide a zero-COVID e da restrizioni recenti per le aziende tecnologiche. Questa situazione ha creato incertezza nel panorama tecnologico cinese, conducendo a una minore competitività a livello internazionale.