Divieto di benzina in Russia: stop temporaneo alle esportazioni

Divieto di benzina in Russia: stop temporaneo alle esportazioni
Russia gasoline ban

La Russia, uno dei più grandi esportatori mondiali di risorse energetiche, ha recentemente introdotto un divieto temporaneo sulle esportazioni di benzina e gasolio. Questa mossa inaspettata ha attirato notevole attenzione sia a livello nazionale che internazionale, poiché mira a risolvere le crescenti preoccupazioni all’interno della Russia riguardo alla carenza di carburante e all’aumento dei prezzi.

Il governo russo ha annunciato la decisione di implementare una “sospensione delle esportazioni di benzina in Russia”, sottolineando la sua immediata attuazione. Tuttavia, questa restrizione delle esportazioni viene fornita con un’eccezione: non si applica al carburante fornito in base agli accordi intergovernativi con i paesi che fanno parte dell’Unione Economica Eurasiatica guidata da Mosca. Queste nazioni, tra cui Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, continueranno a ricevere le esportazioni di carburante dalla Russia.

L’obiettivo principale dietro questa restrizione temporanea è stabilizzare il mercato interno del carburante, afflitto da carenze negli ultimi mesi. Queste carenze hanno portato ad un significativo aumento dei prezzi all’ingrosso del carburante, causando sfide economiche sia per il governo russo che per i suoi cittadini.

Divieto di benzina in Russia: l’impatto sull’economia

Sebbene i prezzi al dettaglio del carburante siano stati fissati per mitigare l’inflazione, l’impatto sull’economia complessiva è stato notevole, soprattutto nelle regioni gravemente dipendenti dal carburante per l’agricoltura e il trasporto.

La “sospensione delle esportazioni di benzina in Russia” è attesa per affrontare molteplici problemi che affliggono il mercato del carburante. Innanzitutto, mira a prevenire le esportazioni non autorizzate di carburanti per autoveicoli, una pratica che è stata motivo di preoccupazione per le autorità russe. Con la decisione di limitare le esportazioni a un gruppo limitato di paesi in UE, la Russia vuole esercitare un miglior controllo sulle proprie risorse di carburante. Garantendo, così, il loro utilizzo per soddisfare la domanda interna.

Diversi fattori hanno contribuito alle sfide nel mercato russo del carburante. Le attività di manutenzione presso le raffinerie di petrolio, i collo di bottiglia nel trasporto e la svalutazione del rublo hanno tutti svolto un ruolo. Inoltre, la debolezza del rublo ha incentivato le esportazioni di carburante, aggravando la carenza di carburante interna.

Prima della “sospensione delle esportazioni di benzina in Russia”, il paese aveva già adottato misure per ridurre le sue esportazioni di diesel marino e gasolio di circa il 30% a settembre rispetto ad agosto. I dati del London Stock Exchange Group (LSEG) hanno confermato tutto questo, a conferma dell’urgenza di affrontare la situazione.

Il governo ha inoltre illustrato ulteriormente la sua strategia per stabilizzare il mercato del carburante, che include l’aumento delle volumi di approvvigionamento obbligatori di benzina e gasolio alle borse delle materie prime. Inoltre, il governo ha implementato il monitoraggio giornaliero degli acquisti di carburante per scopi agricoli, consentendo adeguamenti tempestivi dei volumi di approvvigionamento secondo necessità.