Esplosione dei Costi a Cuba: Come l’aumento dei carburanti sta stravolgendo l’economia

Esplosione dei Costi a Cuba: Come l’aumento dei carburanti sta stravolgendo l’economia
Cuba

Nell’arcipelago caraibico cubano, un insidioso fantasma economico ha finalmente preso forma, plasmando la realtà quotidiana dei suoi abitanti in maniera tangibile e gravosa. L’inquietudine che serpeggiava tra le strade di La Habana e oltre si è infatti materializzata con l’inequivocabile aumento del costo dei carburanti, una misura attesa con ansia e preoccupazione da mesi.

Rimandato a causa delle insidie di un virus informatico che ha compromesso il circuito di pagamento Pos relativo alla carta di debito in MLC, la Moneda Libremente Convertible, il rincaro si è imposto con un incremento del 500%. Tale valuta, ancorata al valore sia del dollaro statunitense che dell’euro, aveva garantito fino a quel momento una forma di stabilità economica che ora sembra scricchiolare sotto il peso di questa nuova realtà.

Con l’adozione dei nuovi listini, pubblicati con rigore sulla tabella dei Precios Minoristas, gli importi hanno subito un’escalation senza precedenti. La benzina Regular 90 ha visto il suo prezzo schizzare da 25 a 132 CUP per litro, equivalenti a circa 1,10 dollari americani, la Especial 94 ha raggiunto i 156 CUP, ovvero 1,30 dollari, mentre il diesel ha raggiunto la cifra di 150 CUP, corrispondenti a 1,25 dollari per litro. Un dettaglio di non poco conto è che l’utilizzo della carta MLC è divenuto obbligatorio per il rifornimento di carburante, con il contante in pesos cubani che non trova più spazio trasversale nel mercato del carburante.

La situazione ha impattato profondamente la vita dei cubani. I tassisti freelance in particolare, che tessono la trama del trasporto individuale sul territorio nazionale, si trovano ad affrontare un dilemma economico di non semplice soluzione. La sostenibilità delle loro operazioni è messa a dura prova dall’incremento del costo del diesel, che si riflette in una minaccia diretta alla loro redditività. I tassisti, soprattutto quelli che non aderiscono a sistemi di condivisione dei viaggi come La Nave, si trovano a dover navigare in queste acque agitate senza alcun genere di salvagente economico.

Il governo cubano, dalle voci autoritarie del suo Ministro delle Finanze e Prezzi, Vladimir Regueiro, ha tentato di delineare una giustificazione di questa dolorosa manovra economica. L’aumento dei prezzi è stato spiegato come una risposta necessaria di fronte alle avversità economiche, un’eco delle sanzioni imposte dall’embargo statunitense, dell’instabilità causata dalla pandemia globale e dalle tensioni internazionali. Inoltre, la contrazione delle forniture petrolifere da parte di un tradizionale alleato come il Venezuela ha inflitto un ulteriore colpo all’economia nazionale.

Non è solamente il carburante a subire un incremento nei costi. L’energia elettrica ha visto un adeguamento dei prezzi che colpisce determinate fasce di consumatori. Il Ministro dell’Energia ha evidenziato il tentativo del governo di attutire l’impatto di tali aumenti, specialmente per proteggere i segmenti più vulnerabili della società. Tuttavia, l’approvvigionamento energetico rimane un punto critico per Cuba, ancora eccessivamente dipendente dalle importazioni di combustibile.

Per concludere, il settore del trasporto pubblico è al cospetto di una crisi senza precedenti, dovendo fronteggiare sia l’innalzamento dei costi dei biglietti che la riduzione delle sovvenzioni governative. Questo porta a un inevitabile effetto domino sulla popolazione, in particolare tra coloro che dipendono dai mezzi pubblici per spostarsi. L’incremento dei costi nei settori dei trasporti e dell’energia aggiunge un ulteriore strato di pressione economica sui cittadini cubani, potendo causare profonde ripercussioni sul loro standard di vita e sul tessuto socioeconomico dell’intera nazione.