Illuminare l’Incognita: Le Tematiche Chiave al Centro del World Economic Forum

Illuminare l’Incognita: Le Tematiche Chiave al Centro del World Economic Forum
Davos

Mentre il mondo si prepara per un evento di portata globale, gli occhi di economisti, politici e leader di opinione sono puntati verso il piccolo paese di montagna della Svizzera. Davos si appresta a trasformarsi nuovamente nel palcoscenico dove si incrociano le menti più influenti del pianeta, in occasione della 54esima edizione del World Economic Forum. Un appuntamento che si preannuncia di importanza cruciale, in programma dalla prossima settimana, da lunedì a venerdì, e che si propone di essere un punto di svolta.

Più di 2.800 leader, provenienti da 120 nazioni diverse, si confronteranno in un dibattito ampio e multicentrico. L’evento non sarà soltanto un semplice incontro, ma un crocevia dove si incroceranno le strade di oltre 300 figure pubbliche di rilievo mondiale. Il forum accoglierà al suo interno circa sessanta capi di Stato e di governo, da Li Qiang a Antony Blinken, passando per Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen, fino a includere Javier Milei, Volodymyr Zelensky e Pedro Sanchez, sotto l’attenta guida di Antonio Guterres.

Il tema portante dell’edizione 2023 è “Rebuilding trust” ovvero “ricostruire la fiducia”. Un concetto fortemente sentito dal fondatore e presidente esecutivo del Forum, Klaus Schwab, che ha messo in evidenza la crescente frattura e i divari sociali che affliggono il mondo attuale. Schwab è convinto della necessità di superare la mera gestione delle crisi, invitando i partecipanti a riflettere sulle cause profonde che alimentano i problemi del nostro tempo, con l’obiettivo di costruire un avvenire condiviso e più ottimistico.

Borge Brende, presidente del WEF, ha sottolineato – in una conferenza stampa virtuale – l’urgenza di tematiche come la guerra a Gaza. Brende ha invitato a sfruttare Davos come una piattaforma per dialogare e coinvolgere tutti i principali attori in un confronto costruttivo, nonché per portare contributi positivi in un panorama globale segnato da sfide non indifferenti. L’obiettivo di quest’anno è innescare una cooperazione genuina, approfondendo i legami interpersonali e promuovendo iniziative concrete.

Le sessioni di lavoro di Davos saranno incentrate su temi chiave come la sicurezza globale, il commercio, la crescita economica, l’occupazione, l’azione per il clima e la natura, la transizione energetica, la rivoluzione tecnologica, la salute e il benessere. La rappresentanza internazionale sarà robusta e trasversale, con la partecipazione di figure eminenti come Isaac Herzog, Najib Mikati, Mohammed Bin Abdulrahman Al Thani, Bisher Hani Al Khasawneh e Han Duck-soo.

Il vecchio continente non sarà da meno: si attende la presenza di Andrzej Duda, Alexander De Croo, Kyriakos Mitsotakis, Mark Rutte e Aleksandar Vucic. Da altre latitudini saranno presenti William Samoei Ruto e Bola Ahmed Tinubu, capi di Stato del Kenya e della Nigeria, a testimoniare un interesse globale. A rappresentare le organizzazioni internazionali ci saranno personalità influenti quali Kristalina Georgieva, Ajay Banga, Ngozi Okonjo-Iweala, Jens Stoltenberg e Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Il WEF dedicherà ampio spazio anche alle sfide del futuro, ponendo attenzione su argomenti come l’intelligenza artificiale, la crisi climatica, la tecnologia e l’esplorazione spaziale. Le sessioni analizzeranno i partenariati regionali e le strategie per consolidare la collaborazione tra i paesi del Nord e del Sud del mondo, valutando come modellare un sistema commerciale equo e inclusivo.

Il carattere diplomatico del Forum acquista ancor più rilievo, con temi come la situazione in Ucraina e nei Balcani occidentali. L’evento sarà preceduto da una riunione di 70 consiglieri per la sicurezza nazionale, patrocinata congiuntamente dagli esecutivi ucraino e svizzero, ulteriore dimostrazione della varietà e del calibro dei partecipanti. All’appello risponderanno circa 1.600 leader aziendali e oltre 800 CEO e presidenti. Tra questi, anche più di 150 innovatori globali e capi delle organizzazioni della società civile come Kirsten Schuijt, David Miliband, Luc Triangle e Tirana Hassan.

È sempre più chiaro che il prossimo WEF a Davos non sarà soltanto un evento, ma il fulcro di una conversazione globale che mira a riscoprire la fiducia perduta e a delineare le strategie per un futuro più stabile e florido.