Rincari record: pane, pasta e latte tra i prodotti più colpiti

Rincari record: pane, pasta e latte tra i prodotti più colpiti
Spesa Natale

Nell’attuale panorama economico e finanziario, caratterizzato da una complessità crescente, le famiglie italiane si trovano a navigare tra le acque insidiose dell’inflazione e dell’aumento dei costi vivi. Un nuovo capitolo di questa difficile navigazione si è aperto con l’ultimo dato sull’incremento del costo della spesa, che segna un ulteriore balzo in avanti, aggiungendosi a quello già significativo registrato nel 2022, che si è attestato attorno al 7%.

Il fenomeno è un serio campanello d’allarme per l’equilibrio economico domestico. Secondo le analisi, nei primi nove mesi del 2023, le famiglie italiane hanno dovuto far fronte a un aumento del 9,2% della spesa alimentare, nonostante la riduzione delle quantità acquistate di quasi tutti i beni di consumo. Tale incremento è stato rilevato dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) nel suo rapporto che fotografa con precisione la situazione degli acquisti domestici.

L’Ismea, attingendo a dati forniti da NielsenIQ aggiornati fino a settembre, evidenzia un trend preoccupante che si va ad aggiungere all’effetto dell’inflazione. Quest’ultima, pur avendo rallentato a ottobre scendendo al 1,7% dal picco del 5,3% di settembre, resta un’ombra minacciosa sul potere d’acquisto delle famiglie. Nonostante le politiche di controllo dei prezzi alimentari messe in atto dal governo siano in corso, il loro effetto è ancora in attesa di manifestarsi, rendendo i cittadini italiani testimoni impotenti di una spirale di costi in ascesa per i beni di prima necessità.

Approfondendo l’analisi dell’Ismea, emerge che l’incremento dei costi rappresenta un aggravio di oltre 7 miliardi di euro solamente nei primi tre quarti del 2023, a fronte di una quantità di prodotti acquistati in diminuzione. Se il dato viene esteso anche al 2022, l’aumento della spesa sostenuta dal consumatore è stimato a oltre 13 miliardi di euro. Dati che colpiscono in modo particolare sulle voci essenziali della spesa: pane, pasta, latte, conserve di pomodoro hanno subito rincari di oltre il 20%, con punte del 32% per la pasta di semola e del 29% per le conserve di pomodoro.

A risentire maggiormente di questa difficile situazione economica sono le famiglie con figli piccoli e adolescenti, costrette ad adottare misure di risparmio sempre più stringenti per contenere l’incremento dei costi. Il carrello della spesa si fa più leggero e l’aumento di spesa risulta più limitato, attestandosi al 2,6%. Altre tipologie di nuclei familiari, come quelli più maturi, sia singoli che in coppia, con età superiore ai 55 anni, mostrano invece un incremento dei volumi acquistati e un aumento della spesa che oscilla tra il 12% e il 14%.

Uno sguardo d’insieme ai comparti alimentari rivela un generalizzato rialzo dei costi. Tra i beni che registrano gli incrementi più significativi vi è l’olio extra vergine di oliva, con un aumento del 30% e un conseguente calo degli acquisti dell’11%. A seguire ci sono le uova con un +17%, il latte e i suoi derivati con un +14,8%, e i prodotti derivati dai cereali con un +13,9%. Anche gli ortaggi, sia freschi che trasformati, con un +9,4% e le carni con un +7,6%, non sono immuni da rilevanti aumenti di spesa.

Nonostante il quadro generale piuttosto critico, alcuni settori mostrano un impatto minore di questa escalation di prezzi, come nel caso delle bevande, che segnano un +5,7%, parzialmente influenzato dall’incremento più contenuto dei prezzi del vino. Un dato interessante è l’ascesa dei prodotti a marchio del distributore, che rappresentano ormai il 31% dei prodotti di largo consumo confezionato (LCC).

Dai dati sui canali distributivi emerge che i supermercati detengono la leadership del mercato, con il 40% della quota e un fatturato annuo in crescita del 9,8%. I discount, pur con l’aumento più marcato dei prezzi medi, si distinguono per la migliore performance in termini di crescita del fatturato, con un +10,5%. Gli ipermercati, dal canto loro, mostrano una decisa ripresa rispetto all’anno precedente.

In conclusione, il caro spesa si conferma un nemico perentorio per le finanze delle famiglie italiane, con un aumento dei costi alimentari che rappresenta una sfida di rilievo. Mentre gli istituti bancari centrali mantengono un atteggiamento cauto, i cittadini italiani sono chiamati a trovare nuove soluzioni per sopravvivere a questa pressione economica che insidia i loro bilanci familiari.