Stimoli fiscali in arrivo? Pressione sul governo cinese dopo dati industriali negativi

Stimoli fiscali in arrivo? Pressione sul governo cinese dopo dati industriali negativi
Cina

In un clima di cauto ottimismo e attesa, i mercati asiatici hanno chiuso la settimana battendo il passo di Wall Street, con una prestazione particolarmente brillante da parte del Nikkei che ha evidenziato una accelerazione impressionante. Questa tendenza positiva si inserisce in un contesto di forte attesa per un evento di cruciale importanza in Cina: il meeting del Congresso Nazionale del Popolo. In questa cornice, il presidente Xi Jinping è chiamato a delineare le prospettive economiche del Paese per il prossimo anno, un discorso che sarà seguito con massima attenzione dagli operatori di mercato.

La performance delle borse asiatiche non è stata casuale ma ha trovato alimento in una serie di dati provenienti dalla Cina, che hanno catalizzato l’interesse degli investitori. È emersa una curiosa divergenza tra i dati sulla crescita industriale, con una discrepanza notevole tra le cifre ufficiali e quelle provenienti da fonti private. Tale situazione ha instillato una certa volatilità nei mercati e ha posto le basi per una settimana di grande significato per l’economia cinese.

Al sorgere del sole sui mercati asiatici, il Nikkei ha registrato un balzo davvero notevole, arrivando a segnare un rialzo dell’1,9%. Tale crescita è stata accompagnata da un incremento dello 0,73% per l’Hang Seng e di uno 0,4% per lo Shanghai Composite. Nel frattempo, i mercati statunitensi hanno mostrato segnali di stabilità, con il rendimento del T bond Usa decennale fermo al 4,25% e i futures sul Nasdaq che hanno evidenziato una crescita dello 0,3%.

Dalle agenzie ufficiali cinesi è emerso un quadro non propriamente roseo: la produzione industriale ha mostrato segni di contrazione per il quinto mese di fila, una situazione influenzata in larga parte dalle celebrazioni del Capodanno lunare che hanno comportato fermate produttive in molte fabbriche del paese. Tuttavia, il vento sembra girare se si guarda ai dati forniti da Caixin, secondo cui la crescita dell’attività industriale si è mostrata sorprendentemente vigoreggiante, toccando un indice di 50,9 a febbraio 2024, oltrepassando le aspettative degli analisti e creando un interessante contrasto con i numeri ufficiali.

Lo sguardo degli investitori è ora puntato verso il Congresso Nazionale del Popolo, che aprirà i battenti martedì. Si tratta di un appuntamento di primo piano in cui il presidente Xi Jinping è atteso al varco per annunciare gli obiettivi di crescita economica del paese e per delineare eventuali politiche di stimolo fiscale per il 2024. Sebbene la riunione del Politburo del Partito Comunista, avvenuta nei giorni scorsi, abbia lasciato presagire la possibilità di misure di stimolo più marcate, non si prevede l’annuncio di un pacchetto di aiuti di ampia portata. La pressione sul governo di Pechino resta tuttavia alta, specie in luce dei recenti dati poco incoraggianti sulla produzione industriale.

Tuttavia, gli esperti del settore economico anticipano che la leadership cinese potrebbe fissare un target di crescita al 5% per il 2024, un obiettivo in linea con quello dell’anno precedente. Raggiungere tale traguardo, però, potrebbe risultare più arduo quest’anno, in assenza dell’effetto base relativo alla pandemia di Coronavirus che tanto ha contribuito alla crescita nel 2023.