Tassi ipotecari alle nuvole: il nuovo incubo americano sull’inflazione!

Tassi ipotecari alle nuvole: il nuovo incubo americano sull’inflazione!
Inflazione

Negli Stati Uniti, in un’epoca di incertezza economica, si affronta una persistente ondata di inflazione che continua a mettere a dura prova i cittadini americani. Nonostante gli indicatori suggeriscano un rallentamento del fenomeno inflazionistico, i prezzi elevati per beni di consumo di base rimangono ben al di sopra dei livelli pre-pandemia e persino oltre il picco inflazionistico dell’estate 2022.

La persistenza di questa inflazione ha lasciato un segno indelebile sull’economia, come sottolinea Mitch Roschelle, direttore generale di Madison Ventures Plus. Tra gli esempi più evidenti di questo impatto vi sono l’aumento dei prezzi delle case e delle uova rispetto al 2020. Secondo il Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, il costo di una dozzina di uova è salito da $1,45 a $2,06 tra il 2020 e il 2023. Nel frattempo, il prezzo medio di una casa unifamiliare è aumentato da $311,800 a $394,300, secondo la National Association of Realtors.

Parallelamente, il settore immobiliare sta affrontando un significativo aumento dei tassi ipotecari. I tassi fissi a 30 anni, che erano in media del 2,84% nel novembre 2020, sono schizzati fino al 7,5% la scorsa settimana, come riportato da Freddie Mac. Questi tassi, influenzati dalle politiche della Federal Reserve, potrebbero rimanere elevati o addirittura aumentare ulteriormente.

Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha sottolineato durante un intervento al Fondo Monetario Internazionale a Washington, D.C., la determinazione della banca centrale a intervenire ulteriormente sulla politica monetaria se necessario, al fine di riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

Nel frattempo, colossi del retail come Walmart e Target stanno monitorando attentamente il comportamento di spesa dei consumatori in questo scenario di prezzi elevati. Target, ad esempio, ha introdotto opzioni a basso costo per il Thanksgiving, con l’intento di “aiutare i clienti a gestire i loro budget” durante le celebrazioni del 23 novembre. Anche Walmart e il rivenditore tedesco Aldi hanno lanciato iniziative simili.

A settembre, i prezzi complessivi degli alimenti hanno registrato un aumento del 3,7%, con significative variazioni in diverse categorie di prodotti. L’indice dei prezzi al consumo di ottobre è previsto mostrare un aumento dell’inflazione del 3,3% rispetto al 3,7% di settembre. Tuttavia, il tasso di inflazione core, che esclude i prezzi volatili di cibo ed energia, si prevede in aumento del 4,1% su base annuale.

In definitiva, nonostante un rallentamento, l’inflazione continua a pesare sul costo della vita quotidiana. Questa situazione pone sfide sia per i consumatori che per i responsabili delle politiche economiche, che devono navigare in queste acque agitate per trovare soluzioni efficaci a lungo termine. Gli effetti dell’inflazione, infatti, sono destinati a perdurare e influenzare l’economia in modi che richiedono attenzione e interventi mirati.