Tasso di interesse: la mossa audace della Banca Centrale Russa

Tasso di interesse: la mossa audace della Banca Centrale Russa
Tasso di interesse

In una mossa che ha sorpreso i mercati finanziari globali, la Banca di Russia ha annunciato un significativo aumento del suo tasso di interesse chiave, portandolo dal 13% al 15%. Questa decisione, più ampia del previsto, sottolinea la crescente preoccupazione della banca centrale riguardo alle pressioni inflazionistiche in aumento nel paese.

Secondo la banca centrale, l’economia russa si sta espandendo a un ritmo più veloce rispetto alle sue previsioni di settembre. Uno dei principali motori di questa crescita è la “forte domanda interna”, che, se da un lato spinge la crescita, dall’altro intensifica le pressioni inflazionistiche. Questo aumento della domanda interna è attribuito a una combinazione di fattori: un aumento della domanda privata, una forte domanda nel settore pubblico e un aumento previsto degli stimoli fiscali.

L’attività dei consumatori sta ricevendo una spinta, alimentata dalla crescita dei salari reali e da un aumento del credito. Inoltre, le imprese stanno registrando un significativo aumento dei profitti, sostenuto da un sentimento positivo e dagli stimoli fiscali, che sta aumentando la domanda di investimenti.

Tuttavia, questa crescita economica comporta delle sfide. Le ultime previsioni della Banca di Russia prevedono un tasso di crescita del PIL del 2,2-2,7% nel 2023, che rallenterà al 0,5-1,5% nel 2024 e poi gradualmente riprenderà negli anni successivi. Ma la preoccupazione principale rimane l’inflazione in aumento, che ha costantemente superato le aspettative della banca.

Come il tasso di interesse può contrastare l’inflazione?

Il rigoroso rialzo della politica monetaria della banca centrale non è una novità. Questo ultimo aumento segna la terza mossa del genere dall’estate. Ad agosto, in risposta al calo del rublo sotto la soglia di 100 dollari, il tasso di interesse è stato aumentato dall’8,5% al 12%. Seguì un altro aumento al 13% a metà settembre. Il tasso di inflazione attuale, previsto tra il 7,0% e il 7,5% quest’anno, è significativamente al di sopra dell’obiettivo del 4% della banca. Tuttavia, c’è un lato positivo, poiché la banca prevede che l’inflazione scenderà a circa il 4% nei prossimi anni.

Uno dei fattori critici che acuiscono l’inflazione è il deprezzamento del rublo, che è passato da 75 per dollaro all’inizio del 2023 a circa 100/$ di recente. Questa svalutazione sta contribuendo a costi più elevati su una vasta gamma di beni e servizi. Poiché la domanda interna continua a superare la capacità di produzione e di erogazione dei servizi, le imprese stanno sempre più scaricando questi costi elevati sui consumatori. Fattori come il deprezzamento del rublo e la carenza di manodopera aggravano ulteriormente questa problematica.

I rapporti di Bloomberg evidenziano la gravità della situazione, sottolineando che anche dopo aver ripristinato i controlli sui capitali per alleviare la pressione sul rublo, i rischi inflazionistici continuano ad accumularsi. Questa decisione sul tasso di interesse, la più alta da aprile 2022, potrebbe potenzialmente spingere l’economia verso una recessione. Tuttavia, stabilizzare il rublo e controllare l’inflazione sono fondamentali per la Russia, soprattutto mentre il presidente Vladimir Putin si prepara per le prossime elezioni presidenziali in mezzo al conflitto in corso con l’Ucraina.